Da mesi sto scattando sostanzialmente a ritmi frenetici, il che è una buona cosa, perché oltre a tenermi in esercizio e a farmi incontrare molta gente mi aiuta a migliorarmi o consolidarmi nella tecnica, nella rapidità eccetera.
Da un altro lato però scattando molto si innesca una sorta di meccanismo di dipendenza, per cui quando, come ora, ti capita di stare per una settimana senza fare click, ti sale una indistinta foga ormonale.
Avete presente Trinità, che quando non sparava da un po' cominciava a grattarsi il prurito alla mano?
Beh, è un po' la stessa cosa. Ma senza Bambino e i Mormoni.
Chiariamoci, non che me ne lamenti, questo no, ma non riuscendo più a starmene con le mani in mano mi sono inventato in due minuti un progetto fotografico di ritratti femminili iperrealistici sequenziali. Una cosa da galleria, da esporre in posti dalle pareti bianche in cui potreste usare parole con moltissimi "ph".
L'importante è che si scatti.
E infatti domani supererò me stesso: la mattina prime foto con Serena. Il pomeriggio book di Valentina. La sera una roba strana che non ho capito ma che a quanto pare ha a che fare con il teatro!
Evviva!





































