Le nostre visualizzazioni!

giovedì 31 marzo 2011

Kit lampo di sopravvivenza visiva

Uno dei più lussureggianti luoghi comuni attorno al mondo della Fotografia è che questa sia sostanzialmente (almeno nei campi fondamentali) una cosa da stronzi. Se può chiarire, mi spiego.

Quante volte vi sarà capitato, sfogliando una rivista di moda (ovviamente nella sala di aspetto di un dentista, s'intende!) di guardare una pubblicità di profumi o gioielli con una modella e pensare: grazie al cazzo, con una ragazza così bella e 100.000 € di attrezzature strafighe la facevo anche io questa foto!


Esiste, inutile negarlo o tacerlo, un grande pregiudizio in merito alla ritrattistica di moda. La scultura è arte, non ci piove. la poesia è arte. Il cinema certo che è arte, abbiamo visto tutti quei film di Jarmusch e di Lynch, ci mancherebbe! La pittura manco a dirlo; ogni volta che fanno una mostra su De Chirico o Guttuso ci andiamo e poi ne parliamo agli aperitivi coi nostri amici (ps: DeChirico sei troppo un genio!). Cos'altro: la musica è arte alla massima potenza! Ci fanno impazzire Vangelius, i Pink Floyd, i Radiohead, ma anche l'opera, il balletto. Sì è vero, il teatro per forza è arte. Oh ma quanto ne sa Dario Fo? Quanto aveva già predetto tutto vent'anni fa? E poi con tutto quel che dice contro il Potente per forza che tutti gli danno addosso e gli fanno ostruzionismo! Sì insomma, a parte il Nobel...Anche il cabaret è arte, se fatto bene. Mica parliamo di Martufello, ma di Woody Allen, di Bill Hicks, o anche di Benigni & Co. Sono arte gli origami, la cucina, la performance, l'installazione, le readings, le scritte sui muri: se la vendi bene è arte anche una gara tra ungheresi a chi piscia più lontano.


E la fotografia?
Ni.
O meglio.
Sì, ok, c'è fotografia e fotografia. Le fotografie di Newton, di Cartier-Bresson, di Avedon, Adams, di Ghirri, gli archivi Magnum. Questa è arte senza dubbio. Ma per il resto?
Che dire di quelli tette/culi che buttano fuori foto di strafighe sulle copertine di Vogue, Vanity Fair e Caccia &  Pesca? Ok, forse Caccia & Pesca no...
Su di loro un velo di biasimo. Sono professionisti, come l'operatore di macchina del Grande Fratello o il giornalista di costume, che confeziona pezzi a cazzo di cane per accontentare la casalinga di Voghera (ma perché sempre Voghera? Che succede da quelle parti?)

Se volete l'opinione interessata di uno che ha tutto il vantaggio a dire ciò, le cose non stanno essenzialmente così, ma un pizzico di verità c'è.
Il fotografo di moda da un lato ha la vita più facile di altri, questo lo si può dire: il mondo dell'estetica ha infatti canoni piuttosto labili, e non di rado vi capita di vedere campagne pubblicitarie nelle quali il prodotto commercializzato è molto poco mostrato, o comunque non riprodotto in maniera fedele, come poteva essere 15 o 20 anni fa (come prima cosa inquadra bene la borsetta, poi fa quel che ti pare!).
Quindi si possono fare foto a borsette fuori fuoco, mosse, in lontananza, da inquadrature improbabili, con colori compromessi rispetto alla realtà, e così via. Tutto questo è concesso, a volte incentivato, e passa sotto il nome di "stile". Stile del brand, stile del prodotto, stile del fotografo. Su questo certamente (soprattutto in ITALIA) molti professionisti giocano molto, secondo l'altro classico luogo comune peninsulare, che qui entra di forza: fatta la legge, trovato l'inganno.
E badate che non accade soltanto in alte sfere. Quante volte, da ragazzino, quando mi immergevo nei forum e riviste di fotografia amatoriale fino ad accecarmi, vedevo foto mosse o arancioni che gli autori per hobby spiegavano con "è voluto", "è il mio stile", "la pensavo già così".

Dicevamo: molti sfruttano questa cosa! E' una realtà innegabile, e ce ne rendiamo conto quando, armati di una minima conoscenza dell'estetica e del gusto (il gusto non è un a-priori, tranne che per Chanel: è uno strumento che si acquisisce o coltiva con l'esperienza, e non è roba da checche: rileggetevi un po' a caso da Omero a Ovidio, a Catullo!) andiamo a sfogliare copertine, articoli e cataloghi.
Il tirare in ballo l'arte è, in fotografia come da altre parti nella nostra nazione un modo piuttosto becero per coprire una mancanza di talento cui si è sopperito con abbondanza di parentele, amicizie, frequentazioni, e via così.
E questa era la mia parte di articolo che definirei "parte antisociale", o parte "eskimo".

Seconda parte, ovvero "parte sociale" o "Burberry".
Eh sì, fatemi fare un po' il pro, perché se da un lato è vero quel che dicevo sopra, sono però vere anche altre cose!
La prima: non basta fare la borsetta sfocata per renderla "cool". Quale sfocato fa figo in una pubblicità? Qual'è il target che ho in mente? Quanto devo sfocare, rispetto al cerchio di minima confusione visiva (andatevelo a cercare su Wikipedia!)? E perché? Solo per fare figo? O ho in mente qualcosa?
Non solo: una bella ragazza e tante feste piene di coca bastano per fare foto buone? O mi è invece necessario conoscere enormi fette di storia della fotografia, tecnica vera (e quando dico vera intendo componente per componente di un banco ottico), e soprattutto padroneggiare il linguaggio?
La parola Arte è un termine specifico per definire un cerchio ristretto di opere di linguaggio. Un sottinsieme. Il che significa che non è assolutamente detto che un'opera di linguaggio sia arte (anzi, quasi sempre è vero il contrario), come non esiste arte che non sia per prima cosa un'opera di linguaggio. Che poi, usando la semplificazione platonica, significa Tekne e Poiesis.

La spiegazione sarebbe sufficiente: la fotografia di moda, anche quando ad un non addetto ai lavori appare come semplice sboroneria, o dispendio economico, è in realtà il prodotto di una tekne, di un linguaggio, sovente molto complesso. E non fatevi ingannare: anche il ritratto a Monna Lisa aveva un committente, uno che pagava. L'arte priva di finanziatori, libera, oltre ad essere una contraddizione in termini è antistorica e sostanzialmente un problema sciocco: una di quelle cose di cui (perdonatemi la citazione), non potendo parlare, si dovrebbe tacere!

Da questo a parlare di arte sempre e comunque ce ne passa. Come, in un paese serio quale il nostro non è, dovrebbe passarne anche per quel che riguarda cinema, poesia, scultura, pittura, teatro, gare di pisciate eccetera.
E' mai possibile che qualunque puttanata metta in scena un big del teatro in Italia passi da capolavoro?
La si pianti di fare due pesi e due misure: delle due, l'una!

Se però la spiegazione non è sufficiente, e vi va di constatare con i vostri occhi come non bastino alle foto tanti soldi in macchine fotografiche che fanno anche il caffè, date un'occhiata al sito di Nat Geo, o ancora meglio compratelo in edicola. In questo periodo esce con allegati gli album dei migliori fotografi di reportage e natura. Un modo per comprendere in maniera veloce che anche l'ultimo luogo comune della fotografia è vero: e cioè che dietro all'oculare deve comunque esserci un cervello.


mercoledì 30 marzo 2011

Non mi piace vantarmi...

... ma il caffè come lo faccio io non lo fa nessuno!

lunedì 28 marzo 2011

I puntini sulle "i"

Fatemi una piccola cortesia: date bene un'occhiata al link che riporto qua sotto, e che mi è stato segnalato da un'amica attrice di Bologna giusto una mezz'ora fa. 


Per sicurezza riporto qua sotto il testo.

Pubblicato il 28/03/2011 alle ore 13:55
Book fotografico per attori, attrici, hostess e steward.
lavoro su Bologna
300 scatti
consegna dvd in 5 giorni
promozione febbraio 100 euro.
prenotazione 347220****


Di annunci simili negli ultimi anni si è visto un gran fiorire, specialmente in rete, tra i mille forum, portali, social network e così via. Ma commentiamo riga per riga!


Book fotografico per attori, attrici, hostess e steward.


Fin qui tutto bene: il nostro fotografo professionista (diamo per scontato che lo sia, altrimenti non potrebbe pubblicare annunci di lavoro diversi dalla prestazione occasionale, che per sua natura NON viene "ricercata" ma "capita"!) realizza in quel di Bologna dei book di vario genere, dagli attori all'hosting. Ok.


lavoro su Bologna


Ci conferma che "lavora" su Bologna, che vuol dire sia che "scatta" in quella città e che ci "lavora", svolge dunque attività professionale. 


300 scatti


Qui cominciano gli interrogativi: 300 scatti sono quelli che realizza? Da come è scritto l'annuncio parrebbe di no. Che il nostro cioè realizzi molti più scatti, tra i quali effettua una cernita fino ad arrivare ai 300 migliori. 


consegna dvd in 5 giorni


Ed infatti i 300 scatti vengono consegnati su dvd in 5 giorni lavorativi. Vi ricordo che in genere un book di sorta comprende un numero di scatti che va da un minimo di 5 ad un massimo di 30/35, per una media di 15. E questo non perché il fotografo si voglia fare bello facendosi pagare per poche foto, ma perché realizzare un book non significa fare "delle foto", ma alcune specifiche foto in uno specifico contesto diverso a seconda della destinazione d'uso. 
Ad esempio il book per hostess da fiere deve comprendere obbligatoriamente un mezzo busto (magari di tre quarti), un primo piano, una figura intera, e alcune altre immagini. il tutto con trucco e abbigliamento standard (tailleur nero, camicia bianca, tacco alto). Un book da attrice ha invece più primi piani, abbigliamento scuro e semplice, figure intere anche plastiche, eventualmente una o due foto da spettacoli realizzati, trucco al minimo. Punto. 
Questo è importante perché l'addetto al casting o al recluting di una qualsiasi azienda/compagnia/agenzia non ha tempo né voglia di sfogliare 300 foto: non ha semplicemente senso!
Lui vuole vedere delle immagini nitide, chiare, dirette, che subito gli raccontino chi è quella persona, com'è fatta, senza sovrabbondanze che non raccontano nulla né "artisticumi" da genio di turno (chiariscuri assurdi o prospettive oblique ad esempio) e altre interpolazioni che limitino la leggibilità dell'immagine. Consegnare 300 foto è inutile, pacchiano e non professionale. Il fotografo mi obietterà: io gliene do 300, poi lui/lei sceglie quelle 15 di cui parlavi tu da mandare! Argh, ancora peggio! Questo significa che oltre che poco professionale non sei nemmeno capace di discernere da solo quali immagini risultano vincenti e quali cestinabili. Il problema della scelta delle foto buone è tuo, non del cliente (hostess, attore o altro che sia) perché tu che sei un fotografo dovresti essere come prima cosa un autore. Altrimenti uno si infila in una cabina automatica in stazione, si fa 300 foto e una o due buone le tira fuori anche da lì!


promozione febbraio 100 euro.


Ecco che arrivan le dolenti note! 
Prima cosa: se la promozione è di Febbraio, perché viene ripubblicata il 28 di Marzo alle ore 13:55? Evidentemente è ancora valida. E se lo è, evidentemente non è una promozione, ma il prezzo standard del servizio, e il passarla come promozione serve da specchio per le allodole. Ma non è questo il punto. 
Ragazzi, ditemelo se mi sbaglio ma... 100 €???? Centoeuro? 
Prima che mi salgano i trigliceridi facciamo due conti! 
100€ è il preventivo fotografico per il cliente finale. Come prima cosa per calcolare cosa ne viene in tasca al fotografo togliamo dunque il 20% dell'Iva. Arriviamo ad 80€. 


A questo punto il nostro fotografo può essere a livello fiscale più soggetti: essenzialmente o è un libero professionista o è un artigiano. Se è un artigiano su questi 80€ deve pagarci l'inps, l'inail, varie tasse a seconda del suo regime. Se è libero professionista non è iscritto in camera di Commercio e non paga alcune cose, ma alla fine della fiera allo stato va una cifra che oscilla tra il 45 e il 55% del suo netto. Facciamo che sia un 40%, stiamo bassi: gli 80€ sono diventati 48. 
Ovviamente non è finita, perché altri costi importanti da considerare sono le spese da ammortizzare: il nostro professionista avrà strutture, attrezzature ecc, che costano in termini di usura e bollette, per cui ovviamente nei preventivi calcolerà una piccola percentuale che vada a coprire il deterioramento dell'otturatore, le bollette dello studio, l'affitto o il noleggio eventuale, un'assicurazione, mutui sugli acquisti di materiale e via dicendo. Inoltre calcolerà le ore di manodopera per fare le foto ma anche per sistemarle: sceglierle, post produrle, processare i Raw e via dicendo. Insomma, le spese standard che ha ogni professionista di ogni settore, non certamente limitate alla fotografia. Anche un artigiano carpentiere sa che il trapano si rovina con l'uso e che deve considerare per ogni preventivo qualche euro per arrivare ad avere alla fine i soldi per prenderne uno nuovo. Almeno 8€ io li toglierei per queste spese ai 48 che avevamo. Siamo a 40€.
Questo è un discorso generale: ogni caso è poi specifico e può variare per alcuni fattori. 
C'è un altro fatto: dalle immagini sul link si evince che molte foto sono scattate in esterni. Ora non incomincio nemmeno il discorso, ma vi assicuro che scattare in esterni per un fotografo è molto più costoso che in studio, e tiene conto di mille costi aggiuntivi: benzina, rimborso chilometrico, possibilità di rompere attrezzature, tempi lunghi di realizzazione, imprevisti di ogni sorta di cui tener conto. 
Se infine si lavora come fotografi "autori" (non siamo macchinette della stazione, appunto!) nel preventivo si caricano i costi cosiddetti intellettuali: la foto non è solo fatta, ma fatta "bene" o comunque da qualcuno che mette in gioco la propria creatività, competenza, esperienza e possibilità tecnologica. Non solo il clic della macchina. Per questo ci sono matrimonialisti ad esempio che costano 1200€ e matrimonialisti che ne costano 3000€. Costo di più ma ti offro una competenza anche estetica, culturale, artistica oltre che tecnica. 


A questo punto fate voi il calcolo, ma mi pare che guadagnare 30 € da una giornata di lavoro più la post produzione delle immagini non sia il modo migliore per sbarcare il lunario. 


A meno che il nostro professionista tanto professionista non sia, e lavorando in nero trasformi 100€ incassati in 100€ guadagnati. Ma a pensar male si fa peccato, maliziosi! Lo so che vi credevate già che questo fotografo facesse parte dei non in regola che affossano, demoliscono il mercato ai professionisti con materiale di scarsa qualità a prezzi cinesi. Vergognatevi a pensar male! Fate il mea culpa! 

martedì 22 marzo 2011

Una lezione di marketing di 3:57 minuti

Una delle cose vere sul marketing, è che lo si impara non solo sui libri o a seminari lavacervello, ma anche e soprattutto guardando ciò che di buono fanno le aziende intelligenti in proposito.

Mi è venuto in mente di scriverne qua guardando alcuni video diffusi in rete da Profoto.
Chi è Profoto? Un'azienda con sede in Svezia dalla lunga storia ed esperienza che produce illuminatori per la fotografia. Ora come ora è sul mercato come una delle migliori realtà, specialmente nella produzione di materiale leggero, solido, trasportabile e comodo da usare. Insomma, viene incontro al fotografo semplificandogli la vita. Già questa è una bella scelta di marketing. Detto ciò, ovviamente i costi di queste attrezzature non sono così abbordabili, ma la vita è hard, lo sappiamo... ;-)

Ma torniamo sul pezzo: una delle belle cose che fa Profoto è realizzare una serie di clip caricate su youtube e linkate qua e là di varia natura e della durata di pochi minuti. Si va da dietro le quinte di servizi di grandi fotografi a esempi di utilizzo di attrezzature, fino ad interviste ecc. Il tutto realizzato però con estrema perizia tecnica, con gusto, leggerezza e ritmo. Il filmato che vi linko qui sotto è un chiaro esempio di quello che intendo, e di come una buona campagna marketing pubblicitaria, anche e specie tramite canali web, possa portare ottimi risultati, se fatta con stile!

domenica 20 marzo 2011

Premio Sapio con il Presidente della repubblica

Ieri pomeriggio al castello del Valentino di Torino, una meravigliosa residenza sabauda dalle linee francofone, si è tenuta la premiazione Sapio di un gruppo di giovani ricercatori italiani. Alla presenza dei loro relatori e del magnifico rettore sono state distribuite le targhe e i premi a questi ragazzi distintisi in campi che vanno dalla ricerca medica a quella nucleare. Oltre a questo c'è stata la presentazione di alcuni modelli di auto dai motori ad energie alternative presentati dai ragazzi del politecnico di Torino.

Il tutto è stato fatto alla presenza di alcune autorità, come il sindaco Chiamparino, il magnifico rettore, e il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Io ho avuto l'onore di essere fotografo ufficiale dell'evento: ho potuto seguire, tra le altre cose, il presidente e la consorte nelle sale private a colloquio con ricercatori e universitari, durante la visita al castello e ovviamente alla cerimonia di premiazione.
Non mi è permesso pubblicare fotografie dell'evento: se volete vederle, compratevi domani i principali quotidiani nazionali!
Metto soltanto al volo un ritratto di sfuggita del Presidente.

E dato che cadiamo nei 150 anni dell'unità nazionale: viva l'Italia!


© Francesco Rossi 2011

venerdì 18 marzo 2011

Incantate

Con il progetto Incantate, a cantanti-musiciste è stato chiesto di raccontare l’unicità dei loro percorsi e unirsi in un coro, realizzando una suite di voci e componimenti. Lo spettacolo è scritto e interpretato da Loredana Bigi, Anna Bigliardi, Cristina Calzolari, Silvia Felisetti, Costanza Gallo, M. Chiara Gallo, Sabrina Paglia, Monica Piccinini, Lara Puglia, Anna Schiatti, Francesca Sartorato, Renata Tosi; coordinato scenico di Antonella Panini, consulenza artistica e di genere di Laura Pazzaglia.

Per il 150enario dell'unità nazionale lo spettacolo è stato messo in scena nella sala del Tricolore del comune di Reggio Emilia anziché a teatro, come di consueto.









































giovedì 17 marzo 2011

Una mattinata al MAS di milano

La scorsa settimana tramite Ied si è potuta fotografare una giovane classe di ballerini dalla mattina durante i loro riscaldamenti al pomeriggio, quando hanno provato un balletto che verrà proposto più avanti.
Ringrazio tutti i ragazzi per la pazienza e la passione: lavorare con 20 fotografi che ti bombardano di scatti non è facile.
I ragazzi in questione fanno parte del M.A.S, music art & Show, la maggiore istituzione scolastica europea per la danza.

Quando ti trovi con 20 colleghi a fare foto ad eventi che non hai potuto pianificare da prima (per quel che riguarda scenografie, coreografie ecc) quello che puoi fare, almeno secondo la mia opinione, è non limitarti a fare belle foto, ma inventarti qualcosa. Ed io mi sono inventato questo.
1- Da un lato era affascinante giocare sul rapporto similare tra i due gruppi: una classe di danza guidata da una insegnante, e una classe di fotografia guidata da una insegnante. Per cui ho realizzato scatti che comprendessero entrambe le cose, mostrando il nesso tra le due cose.
2- Anziché girovagare tra i vari ballerini, pur molto bravi, mi sono focalizzato su una ragazza in particolare. Di balletto io non ne capisco niente, sia chiaro, ma dalle risposte della maestra, dal viso contratto ecc, anche un beone come me si è reso conto che questa era la più impedita della classe, ma al contempo la più buffa e poetica da fotografare. A dipingere i vincenti si farà sempre in tempo, no?

Ecco un esempio di quel che ho portato a casa: