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sabato 23 giugno 2012

Sul porno di sara tommasi e madame Scarparo (ullallà)

E' non privo di un certo timore reverenziale rive gauche che vado a commentare un articolo apparso di recente sul blog "il posto dei libri", a firma della brava scrittrice e intellettuale Angela Scarparo. Ho la presunzione di farlo dall'alto del fatto che, seppur appena iniziatolo, ho recentemente comprato un corso di lingua francese, e questo mi da baldanza.
La brava pensatrice ha trattato di un argomento che mi sta molto a cuore, senza peraltro limitarsi a quell'organo: il debutto nel cinema h-core di Sarina Tommasi. L'argomento, come dicevo, mi sta a cuore, in primis perché soffro di essere, forse assieme al divino Otelma, l'unico a non averci fornicato, et in secundis per una certa innegabile mia passione per i porno amatoriali con parrucche magenta e frasi da gran prosatore sulla falsa riga di "Godo come una porca, dai, sono zoccola".


Il pezzo lo leggete qui. 


Non mi dilungo, qui sotto metto la mia risposta. Da essa potreste dedurre che io sia contro il porno di Sara Tommasi. Nulla di più sbagliato, e lo dico, sebbene esuli dal contesto, per ribadire la mia felicitazione per l'uscita di questa meraviglia contemporanea. Ognuno tragga le conclusioni che vuole, o che può.
Mi permetto soltanto una piccola domanda, non alla Scarparo, ma al di lei amico intellettuale e scrittore F. Abbate. Caro Fulvio, quale posizione prendi di fronte alle teorie della signora madame Scarparo in Ferrero, tu che, come immagino, condividi con me la passione per il capello sintetico all'interno di produzioni pornografiche?


Che bello sarebbe, signora Scarparo, se anche noi, come lei, potessimo concederci il lusso (derivante da un'evidente agiatezza in ogni settore che porta seco la non necessità del contatto con le cose concrete) di vivere in un mondo di fantasia, costruito su paroline che suonano bene in bocca e di un otium latino dove i fatti diventano anagogici di ampie battaglie politico-morali e qua e là e su e giù.

Non hanno così torto gli utenti che commentano prima di me: il binomio porno/droga della Tommasi, come risulta ovvio a chiunque non viva chissà su qual pianeta e non veda la vita riflessa attraverso bicchieri di costosi vini frizzanti, non è affatto frutto di una libera scelta e di una battaglia etica, sociale, politica o quel che si vuole, volta come lei suggerisce a questo o quel fine di modernizzazione della cives. Si tratta invece di una meschina e del tutto miseranda vicenda nella quale una ragazza con pochi strumenti di auto determinazione (esattamente l'opposto della sua lettura), maliziosa o meno che fosse in partenza, viene ormai messa sotto in tutte le salse da un manipolo di personaggi che mi piace immaginare ritengano incontri di lavoro le festicciole salottiere tra Roma, Napoli e Milano. I proci di cui sopra, da A. L. Marra (che non ho capito, in questa orda di viscidume, che cavolo di mestiere faccia!) ai produttori porno del caso, dagli imprenditori col Suv nero opaco alle maschere televisive (conosce di certo meglio di me l'ambiente), da anni a questa parte, ma massicciamente negli ultimi mesi, hanno messo in moto le rotative, e sballottano la Tommasi per ogni dove, mettendole in bocca parole per qualunque causa stia a cuore ai loro portafogli, dal signoraggio bancario (nota barzelletta per geek sottoacculturati o sottodotati) alla pornografia, dalle feste di Silvio a Grillo, dagli alieni a quel che le pare. Si guardi qualche intervista televisiva, come quella alle Iene, dove una ragazza con sguardo vitreo e fisso nel vuoto dice candidamente: "dico quello che mi dicono di dire, faccio quello che mi dicono di fare", per poi confidare a telecamere ACCESE (nemmeno a quelle nascoste) come le piacerebbe potersi permettere scarpe a volontà e ville da sogno.
Non la faccio più lunga di così: se le dico con buonumore ed umiltà che trovo abbia questa volta zampillato ben lontano dal vaso è perché quelle nobili cause di stampo continentale che auspica raggiungibili attraverso battaglie sociali a muso duro non soltanto non possono essere ricondotte alla figura di questa ragazza sfruttata dal mondo come e più di un personaggio di Hugo o Dickens, ma anzi, al contrario, le conseguenze di esse fungono addirittura da epigone (se proprio dobbiamo metaforizzarla) della degenerazione cui quelle liberalizzazioni (o modernizzazioni) possono in taluni casi condurre. Insomma, una bella zappa sui piedi e un fianco porto a quegli ottusi benpensanti che tanto odia (sempre, a mio avviso, per una vita vissuta chissà su quale pianeta privo del meraviglioso sentimento latino della Pietas). Lei di nuovo confonde in modo madornale libertà con abuso, e pur con l'ovvia e demagogica condivisione delle sue aspettative su una società più tollerante e bla bla bla (si riferisce comunque a stereotipi italioti molto più pertinenti alla sua generazione che alla mia di trentenne), devo dire che ha il grave torto di far passare (evidentemente senza essersi minimamente informata sulla storia in essere, o forse solo non essendo in grado di leggerla) una pietosa vicenda di autodistruzione e sfruttamento che sfiora la cronaca nera sempre più da vicino con un'epica battaglia intellettuale dagli echi e riflessi pasoliniani.
Le dico, sempre secondo la mia più che modestissima opinione, perché non si sentiva la mancanza di questa sua opinione, pur legittima e sacrosanta nella sua ragion d'esistere. Il primo motivo è che non mi sembra il caso di dare alla povera Tommasi e soprattutto a chi la manovra altre frecce all'arco. Il secondo è che vedere di queste baggianate scritte in giro nel 2012 mi sbatte di nuovo in faccia quanto l'intellighenzia post sessantottina (meglio: eternamente sessantottina) continui a cadere sugli stessi cliché da decenni senza ombra di innovazione o pensiero originale, del tutto all'oscuro di come si muova la società ma, soprattutto, fermamente convinta di detenere una veritas che al volgo "close minded" è sfuggita. Quando invece, come per contrappasso all'arroganza, accade l'opposto.
Finito l'articolo. Applausi.
 Rossi F. 



venerdì 22 giugno 2012

Qualche immagine di Annalisa

Mi scuso di nuovo per la scarsa frequenza con la quale aggiorno il blog, ma, di nuovo, il periodo è frenetico! Sto anche ristrutturando studio, per cui è un casino ragazzi :) .

Rimedio con qualche immagine di Annalisa, presa qualche settimana fa!


















giovedì 14 giugno 2012

Qualche foto di Ambra

Sì, lo so che vi struggete perché non aggiorno il blog spesso, ma il periodo è furibondo.

Ne approfitto di cinque minuti di stallo per pubblicare qualche fotografia di Ambra, prese qualche settimana fa.

Saluti a tutti, spero di riaggiornare senza grandi ritardi.