Questo captalismo bieco basato solamente sul mercato e la speculazione non dà da fare soltanto a Tremonti in questo periodo. Io stesso, che lo amo e coccolo, mi sento un po' frustrato dalle ferree regole e dai contrappassi che a volte capitano nella vita di ognuno o nelle macro strutture sociali ed economiche. Come quando aumentano il bollo, le tasse sui depositi (non che la cosa mi tocchi direttamente purtroppo...) e via così. Siamo in crisi, la Grecia è ad un tiro di sasso, per cui bisogna tacere e farsi andare giù tutto quanto. Va bene.
A me sembra che alcune anomalie del nostro sistema Europa o del nostro sistema western siano ben esemplificate dall'esistenza del ghiacciolo verde.
Mi viene in mente perché in questo periodo estivo mi capita spesso di comprare i ghiaccioli. Prendo una marca strana, di quelle senza nomi veri e propri nella confezione, con una scatola di cartone bianco grossa e piena di ghiaccioli affiancati. E' meno figa delle marche pubblicizzate qua e là ma contiene molti più ghiaccioli, ed il sapore è lo stesso. Anche perché sono dei CAZZO DI GHIACCIOLI, dopo tutto.
Comunque sia ora che siamo ad Agosto mi rendo conto che sto collezionando sempre più scatole semivuote nel freezer che contengono soltanto i maledetti ghiaccioli verdi. Nessuno li vuole. Nè io, né amici, né parenti mangiamo i ghiaccioli verdi. Anzi, pensandoci bene non conosco nessuno che ami i ghiaccioli verdi. Probabilmente al mondo non c'è persona che li apprezzi.
Facciamo un passo indietro. I migliori ghiaccioli, si sa, sono quelli arancioni. Tutti adorano i ghiaccioli arancioni, perché sanno di arancia, sono colorati, dolcissimi e freschi. E' bello rompere i primi pezzi con i denti e poi finire per rosicchiare la parte attorno al bastoncino, o meglio ancora infilarlo in bocca e succhiarselo tutto. Senza però l'evidente implicazione sessuale, s'intende.
Al secondo posto ci sono quelli bianchi: il ghiacciolo bianco è il Fiorello dei ghiacccioli. Dico questo perché piace a tutti quanti abbastanza, ma non da morire. Antonio Albanese o Corrado Guzzanti fanno morire dal ridere ai fan, però sono odiati dai detrattori, che li trovano prevenuti, militanti eccetera. Con Fiorello questo non capita: è uno show man da grande pubblico, un uomo di spettacolo vecchia scuola, elegante, divertente ma mai eccessivo, mai troppo schierato. Come il ghiacciolo al limone, quello bianco. Se nella confezione è finito il ghiacciolo arancione mangi volentieri anche il bianco, ma non è la tua prima scelta, anche se quando lo mangi pensi sempre: "hey, non è così male il ghiacciolo bianco, chissà perché non lo scelgo per primo!" Ma poi la volta dopo daccapo passi all'arancione.
Il terzo ghiacciolo in ordine di gradimento è il rosso, quello all'amarena o alla ciliegia (non ho mai capito di preciso).
Non so voi; a me il rosso non piace. Non lo mangio con gusto. Di solito nella famiglia o nella comitiva c'è sempre uno a cui piace il rosso, e questo viene visto come una specie di samaritano, che si spazzola via il ghiacciolo che a te non piace e ti lascia l'adorabile arancione. Attenzione però: è davvero raro, o forse impossibile, che la stessa cosa valga per il famigerato ghiacciolo verde. Quello non lo vuole mai nessuno, è difficile che uno dica: "Ok, lo mangio io se voi preferite il bianco".
Quasi in dirittura d'arrivo c'è l'outsider, il ghiacciolo alla Cola. Quello marrone. Qui non ci sono teoremi che valgano, o ti piace o non ti piace. Punto. Io sono ancora in attesa dell'invenzione di Homer, il ghiacciolo alla birra.
E veniamo all'ultimo della lista.
Il ghiacciolo verde non soltanto non è buono e non piace a nessuno, ma senza ombra di dubbio è la prova che l'occidente ha fallito.
In esso vediamo un paradosso del mercato troppo grande per essere ignorato. Se una cosa è invenduta e non piace, nella prospettiva di un mercato sano dovrebbe essere accantonata. Dal mercato, s'intende. Non voglio dire che una cosa solo perché non VENDE non debba avere importanza o dignità. Ma che allora il ghiacciolo verde venga esposto nelle gallerie, o ceduto tra collezionisti: non di certo venduto nelle confezioni normali.
La presenza così rumorosa del ghiacciolo verde mi fa pensare che dietro alle sane regole del mercato per come le conosciamo esistano tutta una serie di meccanismi, giochi di potere e clientelismi che nulla hanno a che fare con il buon senso e la legalità.
Sveglia ragazzi: qualcuno ci sta obbligando a comprare un ghiaccciolo sapendo che poi lo butteremo via, tra qualche mese, quando la sua presenza nel freezer sarà finalmente giudicata inopportuna! Questo vorrà ben dire qualcosa! Chi trae vantaggio dalla vendita del ghiacciolo verde? Quale lobby di potere gestisce questo commercio?
E soprattutto: possiamo continuare a giudicare sano un mercato che genera distorsioni e aberrazioni come quella del ghiacciolo verde?
Meditate.