Le nostre visualizzazioni!

mercoledì 26 ottobre 2011

Parigi

Sono stato assente dal blog per un bel pezzo. Come mai? Ero in giro, per lo più a Parigi, a fare foto per il Conservatorio Superiore di Arti Drammatiche, quella che da molti è considerata la più importante accademia di teatro d'Europa, ma che al di là dei primati sicuramente rientra tra le più prestigiose.

Cosa ho fotografato? Due spettacoli di giovani studenti del secondo anno, oltre che un certo numero di book per attrici del Conservatorio.

Nei prossimi giorni pubblicherò qualche sample dei lavori per alimentare un po' questo blog bistrattato.

Per ora accontentatevi di queste fotografie prese in una mattinata di bighellonaggio per un grande e bellissimo parco cittadino.

Bisous!













































































mercoledì 12 ottobre 2011

Ylma & Mirela

Le splendide Ylma & Mirela sono protagoniste di questo simil redazionale o catalogo moda realizzato lo scorso giovedì tra gli sterminati depositi di Container ferroviari delle zone ceramiche modenesi.
Non è stato semplicissimo scattare in loco: non tanto per i permessi, quanto per la comprensibile presenza di una discreta fauna di omoni, camionisti, tranvieri, magazzinieri, che come calamitati verso la luce o precipitati all'improvviso all'interno di un imbuto il cui centro eravamo noi finivano per ronzarci attorno con strane luci negli occhi!

Comprensibile.
Da questo servizio fotografico ho imparato due cose:
1- Ragazzi, se andate nella tana del lupo... Occhio al lupo!
2- Il tizio che va in giro con quella enorme gru che solleva e porta in giro i container fa il lavoro più figo del mondo!

Comunque sia ecco alcune delle foto:























sabato 8 ottobre 2011

Il mio nuovo comandamento


.
In exitu Israel de Aegypto.






Questo sarà il comandamento che mi scolpirò sul petto. Poiché l'africana Firenze è così grande che per l'Inferno il suo accento è sulla bocca di tutti. 




Ed in questi anni Firenze è diventata davvero immensa. 




Per le persone come me si prevede soltanto una soluzione accettabile.




Non è la fuga, perché questa presuppone una scelta, per quanto sofferta e forzata. Lo si chiamerebbe più propriamente esilio. Io lo chiamo pellegrinaggio. 

Una cosa è però evidente: occorre andarsene dall'Egitto.