Le nostre visualizzazioni!

martedì 15 marzo 2011

Come si scattano le fotografie di ritratto: parte 1°

Cosa fa l'uomo.

L'uomo che vuol fare fotografia di ritratto in studio è in genere un disadattato sovrappeso (eccomi) con oscene mire carnali su giovani ragazze e vaghe rimembranze dei poeti studiati all'istituto per geometri. L'idea di partenza è quella di fare foto a donnine nude fingendo di costruirci attorno un complesso sistema di simboli e allegorie sull'animo umano. Ovviamente il tutto è mirato a fotografare una miccetta di pelo (solitamente mal depilato) con la speranza di dare a bere a qualcuno che quel che ha fatto è arte, e in quel modo pigliare i classici due piccioni con una fava (piccioni siamesi mutanti). E si parte! Come prima cosa non pensa a fare una bella foto, ma a fare una foto "diversa" da quelle che vede in giro. Non è ricerca, vuol solo sembrare molto figo. Se per esempio ha una sua amica su un trespolo e una luce ambiente che la illumina si sdraia vicino ai piedi di lei e la prende dal basso (la fiera del doppio mento), oppure fa scatti da prospettive improbabili, sudando parecchio e muovendosi molto nello spazio che ha a disposizione come una scimmia ammaestrata nella gabbia dello zoo. Piena di cacchette.
Giusto per precisare: la sua amica dovrebbe essere così:


mentre invece è più simile a questa:


Da padrone la fanno gli sguardi, le mossette e le pose azzardate.
Un'altra cosa a cui pensa subito è che una sola luce di tre quarti, di solito un faretto da 500w a luce continua, è un'ottima soluzione, molto artistica, molto francese, e la punta sull'amica che in qualche modo ha convinto a spogliarsi scattandole foto di "vedononvedo", nelle quali tutto è nero tranne alcuni punti, come le linee di contorno della coscia e il pube mal depilato di cui sopra. Manco a parlarne si scatta in bianconero.
Solitamente ottiene una ciofeca di questo tipo:


A questo punto il nostro fotografo è molto, molto contento: è riuscito a far spogliare una ragazza, l'ha fotografata in bianco e nero e trova che il risultato sia di un livello simile a quel che ha visto nelle due mostre di fotografia d'autore cui gli è capitato di partecipare.
La prima parte è compiuta, la foto ce l'abbiamo. Ora si passa al secondo punto: l'elaborazione digitale, o post produzione. Sì, perché il nostro amico si è informato, e sa che la sua macchina reflex della Canon scatta fotografie non su pellicola ma su file jpeg (più un altro formato che però il pc non riconosce). Sa inoltre che un'azienda della California, Adobe, produce un programma che si può craccare, Photoshop. Questo programma renderà la sua foto ancora più artistica. Via, si parte! Il programma mette a disposizione del novello Richard Avedon tutta una gamma di possibilità da sfruttare. Alla fine del processo la foto risulta così:


Le potenzialità del software sono innegabili. Il nostro è sempre più gasato. Chiude gli occhi e si vede esposto alla Tate di Londra, con una sciarpina scozia al collo, che illustra ingrandimenti a parete a donne con i capelli tagliati a zero e ometti in abiti da sera e Coverse ai piedi. 

Ottimo lavoro, Baudelaire dei fotografi: al prossimo giro potrai passare addirittura a due ragazze insieme che imbracciano una vecchia biottica! Sempre più artistico, sempre più intellettuale, nell'olimpo della fotografia d'autore. 

domenica 13 marzo 2011

Dopo la Prova








Il teatro La Scala ieri era tutto un fermento di agitazione.


La filarmonica, diretta da Omer Meir Wellber, provava alcuni brani da Franz Linszt per il bicentenario, assieme ad una sinfonia di Beethoven e alle "Variazioni per Orchestra" che la stessa Filarmonica ha commissionato al compositore contemporaneo Carlo Boccadoro (presente in teatro) e che verranno suonate in prima assoluta domani, 14 Marzo. Pianoforte solista, Daniel Barenboim. 


A parte alcune scaramucce con un pubblico delle generali non intenzionato ad uscire in anticipo per lasciar spazio alle prove a porte chiuse (chiamate le forze dell'ordine, io non mi alzo!) la giornata è stata decisamente da ricordare. L'orchestra era gigiona ma allegra, un po' cazzeggiante, ma le prove sono fluite senza tensioni e con una bella resa per la classe IED - di cui faccio parte - che ha potuto gustarsi la musica e scattare qualche (pochissima) foto delle prove. 
Non vi nascondo che entrare alla Scala è come entrare al Pentagono: nomi registrati, possibilità di movimento vicina allo zero, maschere spia ad ogni angolo e obbligo categorico di diventare invisibili, silenziosissimi e discretissimi. 


Le immagini che qui vedete sono le uniche che ho potuto realizzare prima della prova, in un momento di relax della band... scusate, dell'orchestra! Quelle degli orchestrali in azione per ora sono da qualche parte negli hard disk di Silvia Lelli a Milano: prima o poi riusciremo a vederle!!










martedì 8 marzo 2011

Reperibilità

Un saluto al volo a tutti. Post di servizio :-)

Fino a domani pomeriggio sono reperibile a Reggio. Dalla sera e fino a sabato pomeriggio sarò invece a Milano, sebbene piuttosto impegnato. Maillatemi o smssatemi per conferme se cercate un contatto.
Da Sabato pomeriggio e per tutto il weekend sarò poi di nuovo a Reggio. Settimana prossima si vedrà!

Baci a tutti.

domenica 6 marzo 2011

Con le parole di Tau Visual

Tau Visual è un'organizzazione di cui non approfondirò gli aspetti, perché se siete qui significa che almeno le basi le conoscete!! :-D :-D :-D

Guardate che bel video ho trovato! Dedicato alle spose future e ad i loro amici che sanno fare le foto belle!

Un rientro anticipato

Saluti a tutti e buona domenica!!

Innanzitutto mi scuso per la lunga assenza , ma purtroppo in Sud Tirolo mi trovavo in condizione di connettermi quasi esclusivamente tramite Blackberry, e il blog diveniva davvero impossibile da gestire.

Sono rientrato ieri per alcuni motivi personali, e quindi rieccomi qui ad aggiornare queste pagine.

Novità? Un obiettivo frantumato, un otturatore da sostituire, circa 20.000 scatti eseguiti. Molto freddo, a volte nebbia, a volte neve, a volte vento (molto, molto forte!) e una faccia molto abbronzata per metà (tremo per quando mi taglierò la barba...).

A parte questi imprevisti, una buona permanenza, e l'aria di montagna fa bene!

Ora che sono a casa devo sistemare alcune questioni personali, e poi sarò di nuovo in giro. A metà mese a Milano, con Silvia Lelli e i ragazzi del master 2011 IED si fotografano il Piccolo Teatro, il Music Art & Shows e le prove generali (tutte per noi) della filarmonica alla Scala (direttore: Omar Meir Welber). Sarà una splendida occasione, specie perché mi permetterà di fotografare in teatro senza quella componente che io detesto: gli spettatori. ;-)

Oltre agli appuntamenti IED a fine Marzo di nuovo a Milano per alcuni lavori di reportage, e poi altre cosucce qua e là che non anticipo per scaramanzia. Perché come diceva Willie Dixon, io non sono superstizioso (finché un gatto nero n on mi traversa la strada).

Questo riguardo al mese. E a questo punto non vedo l'ora che sia Aprile, perché quest'aria primaverile mi risveglia la voglia di viaggi, cataloghi, moda estate e tutto quel che ci ruota attorno.



In chiusura, vi segnalo una cosa che mi ha fatto molto piacere leggere. Con Settimio Benedusi, importantissimo fotografo di moda milanese, ho da sempre un rapporto ambivalente. A giorni lo stimo, a giorni lo detesto. Però devo dargli il merito, e con lui al realizzatore del servizio che vi linko sotto, di sollevare un problema molto sentito da noi che è quasi sempre sottaciuto o ignorato. La faccio breve: com'è possibile, ci si chiede da tempo finora a mezza bocca, che l'Italia offra senza dubbio il maggiore ventaglio di produzione fashion mondiale (ed uno dei principali indotti derivanti), e al contempo non esistano fotografi italiani stimati a livello globale? Perché Dolce & Gabbana, Armani, Valentino, e così via chiamano dall'estero professionisti per le loro campagne e non puntano sugli italiani?

Le risposte forse non ci sono, o meglio non sono così banali e scontate come si potrebbe azzardare di primo acchito (non lo è mai niente). Però forse queste risposte non sono così fondamentali: più importante è che il problema venga posto, perché un problema comincia ad esistere quando e solo quando diventa sociale, anziché esclusivamente privato.

Ed io, nel mio piccolo, mi sono amorevolmente rotto i maroni di sentirmi dire che devo emigrare a Londra per lavorare, quando a Londra si vestono ancora con i leggings sotto le minigonne di jeans!!!!!

Giorgio Armani, ti prego, assumimi! Non sono di quelli che dicono "ti faccio anche i caffè", io ti faccio le foto! Assumimi!

Comunque tra un po' sulla questione fotografi italiani ritornerò, è una causa cui sono appassionato!!

Ciao a tutti!! :-D

1

2

3

giovedì 10 febbraio 2011

Alcune foto dalle piste!!

Ragazzi, miracolosamente trovo un modo per connettermi dal pc. La maggior parte del tempo sono connesso col mondo tramite mobile, ma l'amorevole ufficio del turismo di Valdaora di Mezzo mi permette di navigare all'irrisoria cifra di un Euro ogni quarto d'ora!!!!!

Vi sparo, così su due piedi, un paio di foto dei lavori che sto facendo in questi giorni. Vi chiedo di sorvolare sulla pacchianeria di questo materiale, ma il cliente ha sempre ragione, spesso! ;-)






§





sabato 5 febbraio 2011

Ciao a tutti!

Proprio nel momento in cui il Blog raggiunge le 10.000 visite uniche (grazie a tutti!!) vi comunico che sono in partenza ragazzi.

Questo pomeriggio lascio Studio per un po' e mi trasferisco sulle Alpi trentine, nella zona ladina al confine con l'Austria. Insomma, tra Brunico e Marebbe: orsi, yak e fantasia!

Qui per due mesi lavorerò come fotografo a servizio di un'agenzia, scattando gare da pista, eventi vari, scuole di sci, e via dicendo.

Valigia quasi pronta e piena di roba calda.

Per contatti rispondo sempre alle mail (info@francescorossiphoto.com) e al cellulare (3483223754).

Dal 3 di Aprile sarò di nuovo reperibile anche sul resto del territorio nazionale :-D

Statemi bene e appoggiatevi ai termosifoni pensando a me, di tanto in tanto, che ne avrò bisogno!!!