Le nostre visualizzazioni!

sabato 4 giugno 2011

Un po' di assenze!

Ragazzi, perdonate questi tempi un po' dilatati nell'aggiornamento del blog, ma è una settimana tutta di corsa!

L'altro ieri catalogo estate a Parma con la carinissima Costanza. Oggi sono in partenza per Ferrara per un matrimonio, mentre domani tutto il giorno al castello di Sarzano per la seconda apertura di TRECOLORI. Speriamo che il tempo tenga!!!

Da lunedì infine parto con Silvia per diversi lavori in Toscana. Cataloghi di architettura e moda. Non vedo l'ora!

Chissà se questo benedetto cielo ci concederà un po' di tranquillità!

Per ora un bell'augurio di cuore a Bruno e Chiara che "sposo" nel pomeriggio in romagna!

A presto!

mercoledì 1 giugno 2011

Quando dico che sono fotografo digitale

Ecco uno dei miei post per i quali vengo di solito criticato (ma che scrivo lo stesso).

Chi mi critica? Alcuni colleghi, che mi scrivono per dirmi che di cose tecniche/concettuali non devo per qualche motivo parlare. Esiste infatti una folta e nutrita covata di scattafoto con base in area meneghina che ritiene gli aspetti tecnici dell'immagine del tutto ininfluenti, o secondari. Mi scrivono che quel che conta è il buon gusto, l'estro, il colpo d'occhio, e così via; le questioni tecniche sono cose di cui, mi si dice, un fotografo non deve avere interrogativi ma solo certezze, padronanza totale.

Sono sicuro che è vero. Continuo a scriverne soltanto perché un blog è uno spazio collettivo e divulgativo, nel quale si parla di fotografia, e la fotografia è anche fatta dagli strumenti. Se da un lato è vero che chi fotografa deve conoscere ciò che utilizza, allora perché non ne può parlare, esprimere opinioni, valutare pregi e difetti?

Se scrivo di una lente nuova o di altre attrezzature, non è per mostrare chissà quale fragilità, ma per dare mie opinioni su ciò che mi capita di vedere, di provare o di acquistare. Non c'è nulla di male, no?! La gente naviga online anche per trovare riscontri ed opinioni circa l'acquisto che ha in mente, non soltanto per leggere dell'estro e del gusto di un fotografo. Per quello ci sono i siti ufficiali.

Comunque sia oggi non mi va di parlare di lenti od obiettivi, ma di uno di quei macro argomenti internettiani così di moda nei forum negli ultimi anni. L'eterna contesa tra "digitalisti" ed "analogicisti".

Mi pare di aver già sfiorato la questione tempo fa. E del resto come potrebbe essere il contrario: la rete è una enorme matassa in cui si aggrovigliano e trovano humus questo tipo di discussioni dementi. Ma veniamo a noi.

Da qualche anno a questa parte, lo saprete, da molte parti si innescano continue riflessioni circa il mezzo fotografico, tra innovatori che amano le macchine digitali, i sensori di pixel, photoshop, e conservatori, legati al loro banco ottico e al dorso analogico.

Ogni scuola ha le sue motivazioni. I fondamentalisti conservatori dicono cose come: la vera fotografia è solo su pellicola perché è qualche cosa di materiale, di tangibile, che resta. Inoltre scattare in analogico è più difficile, non vedi subito il risultato, e comporta quindi una conoscenza tecnica maggiore, oltre che un lavorio artigianale lungo e complesso nello sviluppo delle immagini.
Gli innovatori fondamentalisti fanno leva sulle potenzialità creative dei software, e sui minori costi complessivi. Una discreta reflex può costare ormai poco più di 1000€, e con Photoshop o simili si possono creare dimensioni fantastiche, artifizi prima impensabili e ritocchi realistici.

Da questi due opposti partono mille sfumature e sfaccettature, fino ad arrivare ad un centro di ignavia.

Dove me ne sto io? Non è così semplice.

Diciamo che quando me lo chiedono io mi definisco un convintissimo "modernista", e quindi sostenitore di foto ritocchi, foto digitali, elaborazioni varie e quant'altro. Come ogni definizione data a caldo orienta il mio pensiero ma non è minimamente completa.

Come primo punto sono un sostenitore della buona foto in grande formato. La mia prerogativa è dunque questa. Detto ciò, mi definisco un po' provocatoriamente innovatore e "tecnicista" perché ritengo l'uso della tecnologia digitale non solo coerente, ma in molte forme obbligato ad un fotografo della mia generazione che lavora nella contemporaneità. Io vivo e lavoro cioè in un'epoca nella quale le direttrici di Vogue si fanno foto con l'I-Phone, in cui i clienti ti mostrano bozzetti su I-Pad, in cui l'idea di immagine è fortemente condizionata dallo standard Myspace e Facebook, perché gli acquirenti sono sempre più giovani e i brand sempre più orientati.
La mia è una scelta anche pratica, come ovvio: il committente del reportage fotografico lo vuole subito, non può aspettare ore di camera oscura. Ma anche questa praticità è una praticità "linguistica", perché deriva da quelle stesse tendenze evolutive della società cui accennavo qui sopra.

La carissima Marirosa Toscani parlava tempo fa di come all'epoca (!) per raggiungere una perfezione stilistica e concettuale nell'immagine potesse lasciare l'oggetto fermo in studio anche per una settimana, in attesa della folgorazione. Io, e come me quasi tutti  i contemporanei, non me lo posso permettere.

Un altro punto. Io sono un modernista perché il modo di fare fotografia contemporaneo è più vicino all'idea che ho dell'arte.
Provengo infatti da ambienti letterari, non da scuole tecniche, e sono sempre cresciuto orientando le mie ricerche artistiche su un'idea che parte dal naturalismo e si butta nell'astrazione più totale. Il mio manifesto è da sempre l'introduzione al "Sogno" di Strindberg.
Per me è la mente umana a concepire l'arte, l'unione di razionalità ed irrazionalità. In tutto questo discorso emerge chiaramente come l'oggetto che mi permette di arrivare all'idea non possa diventare un feticcio, ma debba comunque restare "al servizio", e quindi mezzo.
Evidentemente ora sto riassumendo un discorso molto complesso, ma tenete conto che un Blog non è propriamente luogo per approfondire tali concetti.
Per riassumere comunque io non posso sentirmi limitato dallo strumento di ripresa, perché non ritengo in alcun modo la fotografia una "presa della realtà". Anzi, tutto il contrario.

A mio avviso è veramente in torto, prende un abbaglio chi considera la fotografia "verità", o presa della realtà per come essa è. Se esiste un malinteso nel mondo della fotografia anzi è proprio questo. Una fotografia non prende, non riproduce e non rende la realtà. Fa un'altra cosa.

Concludo il rapido pensiero.

Se dico di essere sostenitore del digitale non voglio dire di disdegnare o ritenere "sorpassato" fare foto analogiche. Faccio solo notare che fino a due anni fa ho scattato Solo con reflex a pellicola.
Il mio è un giudizio che resta coerente con la mia idea di fotografia e di arte, ma detto ciò è lapalissiano come contemporaneità significhi anche post-avanguardistica, e quindi implichi la possibilità più o meno autodiscriminata di scegliere tra i mezzi quello che maggiormente ci aggrada.

Per questo vanno benissimo quelli che scattano con pola scadute, o con biottiche degli anni 50, e via dicendo.

Il tutto, comunque, deve avere origine da una solida conoscenza tecnica dei mezzi, delle potenzialità e dei limiti, perché l'immagine finale sia il prodotto di un'idea e non la risultante di una situazione.

lunedì 30 maggio 2011

Visto che comunali?

Ed ora un bell'in bocca al lupo ai nuovi amministratori!

TRECOLORI - Inaugurazione

Splendida inaugurazione ieri pomeriggio per la mia mostra TRECOLORI. Ringrazio di cuore Irene, co allestistrice e Anchise Bolchi per lo straordinario concerto.

E ovviamente un ringraziamento grande a tutti coloro i quali hanno fatto un salto a vedere le foto!!

Si riprende domenica 5 con una piccola parentesi il 3 in occasione del consiglio comunale!












giovedì 26 maggio 2011

Appello alla nazione fotografa

Questo che segue è uno scongiuro, una supplica ai fotografi che leggono questo blog, specialmente i non professionisti.

Allora: avrete notato che questa stagione è partita molto calda, con temperature alte. Avrete notato anche che la primavera va lentamente sfiorendo in favore di una meravigliosa estate mediterranea. Avrete infine notato che molti fattori, agresti e bucolici contadini, braccianti dal piglio taurino e vetusto se ne stanno andando per i campi a tagliare l'erba, rastrellarla e poi trasformarla nelle prime balle di fieno della stagione.

Ecco, la supplica è la seguente: resistete a quella tentazione sottocutanea irrefrenabile di uscire con la vostra reflex per far delle foto alle rotoballe. Specie al tramonto. Specie in prospettiva. Resistete, fate qualcosa: mordete un ramo, guardate un film, drogatevi, ma non uscite a fotografare le rotoballe!

Le rotoballe sono per i fotografi quello che la cocaina è per Steven Tayler, con la sola differenza che la cocaina a lui faceva cantare da dio (ciao bambini!) mentre le balle di fieno producono soltanto foto scontate, banali, vecchie, provinciali, già viste, facili e di cattivo gusto.

Go and save yourself!



lunedì 23 maggio 2011

Valentina & Alessandro

Alcune foto dal matrimonio di Alessandro & Valentina. 1° Maggio 2011, tra Ravenna e Forlì!