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Chi sopporterebbe le frustate e gli scherni del tempo,
Chi sopporterebbe le frustate e gli scherni del tempo,
il torto dell’oppressore, il disprezzo del superbo,
gli spasimi dell’amore disprezzato, il ritardo della legge,
la tracotanza dei potenti, e il disprezzo
che il merito paziente riceve dai mediocri,
quando egli stesso potrebbe darsi quietanza
con un semplice stiletto?
Chi porterebbe fardelli,
grugnendo e sudando sotto il peso di una vita faticosa,
se non fosse che il terrore di qualcosa dopo la morte,
il paese inesplorato dalla cui frontiera
nessun viaggiatore fa ritorno, sconcerta la volontà
e ci fa sopportare i mali che abbiamo
piuttosto che accorrere verso altri che ci sono ignoti?
Così la coscienza ci rende tutti codardi,
e così il colore naturale della risolutezza
è reso malsano dalla pallida cera del pensiero,
e imprese di grande altezza e ardimento
per questa ragione deviano dal loro corso
e perdono persino il nome
di azione.










































































