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giovedì 19 maggio 2011

Una piccola rivincita

Ecco una cosa di cui mi fa piacere parlare per due secondi.

Alcune settimane fa mi è capitato l'onore ma soprattutto il piacere tramite IED Milano di passare alcuni giorni assieme a Marirosa Toscani, la grande fotografa di Still Life italiana. Ne ho già parlato in precedenza.

Quella che vi propongo oggi è una fotografia ricavata da quelle giornate che mi ha particolarmente preso. Non perché fosse chissà quale immagine, o richiedesse un incredibile dispendio di attrezzature, tutt'altro.
E' solo che per qualche motivo non mi veniva in alcun modo, per quanto ci provassi!

Si tratta di uno still life del mio Blackberry.

Ecco la prima delle foto che gli ho fatto.


Vedete? L'idea mi sembrava carina. Dividere il quadro in due sul piano orizzontale: la parte di sopra nera, quella di sotto bianca, e poi portare alcuni elementi di una parte nell'altra e viceversa. Nel caso le lettere bianche sconfinano nel nero, mentre il telefono sta perfettamente nel bianco, ed inoltre aiuta a delineare una suddivisione in quarti dell'immagine.

Ora non so se da questa immagine si evince, ma la leggibilità di informazioni sul telefono è abbastanza buona, seppur non perfetta. Diciamo che come foto fatta per il gusto di farla poteva anche andare.

Ma c'era una cosa che volevo fare diversamente. Il mio Blackberry ha un bellissimo schermo quando illuminato, e mi sarebbe piaciuto che si vedesse nell'immagine.

E via con i tentativi. Primo step: dietro al fondale nero, sul lato destro, metto uno spot ad un altezza di circa due metri e mezzo, con su un cono per direzionare il fascio di luce. Dopo mille tentativi riesco a trovare un angolo di rifrazione per cui puntando la luce sullo schermo questa venga riflessa direttamente in camera. Speravo in quel modo di ottenere un rischiaramento del display, di modo da vedere cosa ci fosse illuminato.

Breve precisazione: in tutti questi scatti lo schermo era acceso, solo che non mi risultava illuminato nelle foto!

Comunque ecco quel che ho ottenuto nel secondo step!


Di nuovo un buco nell'acqua. Un sacco di energie sprecate per poi avere non il disegno del display ma il semplice riflesso della luce sullo schermo che così funge da specchio.

Cosa fare? Mi ci è voluto un po', ma poi l'illuminazione (lo so che sembro ridicolo, ma vi assicuro che ci si diverte un sacco a fare queste cose, specie quando non ti vengono)!!

Il motivo per cui l'immagine del cellulare non veniva è che la quantità di luce che illumina il display è infinitamente minore di quella sparata dai flash. Ragion per cui nella veloce frazione di secondo in cui questi lavorano e la foto viene scattata la luce del telefono non ha sufficiente tempo per imprimersi sul sensore della camera.

Insomma, ci voleva più tempo.
Allora ho costruito con delle pareti di polistirolo nero un set chiuso, coperto sopra e ai lati per non fare entrare alcuna luce estranea, e poi ho fatto alcune foto con tempi di posa molto lunghi.
I primi risultati non sono stati entusiasmanti, ma mi hanno fatto capire che ero sulla buona strada:



E quindi via di tentativi: una sistemazione alla composizione del set, assicurandosi che nulla fuori che la luce flash entrasse nella mia inquadratura, e via fino al risultato migliore!



E finalmente ce l'abbiamo fatta! Che soddisfazione!

Riassumendo, la foto è stata fatta così:

- Una luce spot.
- Due pannelli riflettenti bianchi sui lati.
- Box nero a chiudere il set.
- Diaframma chiuso a f/22.0
- Tempo di posa di 20 secondi.
- Focale 105mm.

Lo so che sono foto senza rilievo, ma farle, insistere finché vengono come dici tu, è emozionante!


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