Lo sapete, Francis Bacon (il filosofo, non il pittore...) diceva una cosa veramente interessante.
Intendiamoci. Io di formazione ed indole non sono né sarò mai un baconiano nel senso proprio del termine. Odio l'estrema razionalizzazione dell'esperienza, il rapporto causa/effetto, ed essendo come tutti noi un post-chomskyano (oltre a NON essere un tecnico del settore ma solo un curioso) non ho più se mai l'ho avuto alcun interesse ad approfondire tutti gli intricati ragionamenti dei galileiani su metodo, ricerca ed apprendimento.
Di Bacon amo una parte dell'approccio che ritrovo anche in me, e che credo ereditata dagli studi scientifici liceali e da mio padre, uomo molto razionale, e cioè la precisione, lo studio della tekne (in tutti i suoi risvolti, anche quelli che molti reputerebbero parte della poiesis) la preparazione e l'ordine mentale. Dico che questo mi piace, anche se, amando più di tutto il paradosso, spesso mi trovo immerso nel più totale caos, e lavorativo e mentale. Come quando non hai idea di quel che scatterai e ti abbandoni ad un fideismo cieco verso la fortuna, ti metti in macchina e confidi negli dei.
E un'altra parte (poi chiudo la parentesi inutile) che mi piace di Bacone è la riflessione fricchettona sulla filosofia naturale, il primato platonico del mondo sull'uomo e via così. Vabbè, finita qui! :-D
Comunque sia a Bacon è attribuita una frase che mi è tornata in mente oggi, e che mi piace da morire. Sì esatto, niente più che quelle frasine estrapolate dal contesto che condividereste su facebook, con di fianco una immagine sberluccicosa, tipo "quando ami con tutto il cuore poi ti lasciano e piangi". In realtà ho scoperto che la citazione è di un filosofo francese neo-platonico del XII secolo (grazie Wiki), tal Bernardo di Chartres, del quale mi vergogno ad ammettere di saper meno di zero, ma io avevo sempre creduto fosse di Bacone! E dice così:
<<Siamo tutti come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane; non certo per l'altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti.>>
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