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martedì 24 aprile 2012

Una lezione coi controfiocchi! Nada Strancar

Marzo di quest'anno. Sceso dal bus proveniente da Victoria Station, Londra, dopo otto ore di viaggio, mi ritrovo a Parigi, appesantito da valige di attrezzature fotografiche e vestiti. Subito raggiungo il Conservatorio Superiore Nazionale d'arti Drammatiche, per incontrare alcuni amici, ma prima ancora di dire ciao vengo placcato: "Fra, sei già arrivato? Lo sai chi sta facendo lezione? Ti va di fare qualche foto?"

Io, nella mia ignoranza, non lo sapevo proprio chi facesse lezione, ma dato che non mi andava di passare per un incolto zappaterra ho accennato un "ma certo che conosco questa donna, per chi mi hai preso?" e mollate le borse in un angolo impugno la camera e comincio a scattare le prove di Medea. 

Solo più tardi sono venuto a sapere di Nada Strancar.
Nata in Slovenia nel '50 ma naturalizzata francese, ha studiato al Conservatorio negli anni '70 per poi costruire una lunga carriera di attrice drammatica che l'ha portata alle vette del teatro d'oltralpe ed europeo in genere.

Come per tutti i grandi attori, la storia personale si mischia con quella professionale creando un'epica affascinante: nel 2008, mentre è sul palco con lo spettacolo musicale di Paul Dessau in memoria di Brecht, improvvisamente collassa.

Per alcuni secondi, data la natura drammatica dell'opera, il pubblico resta immobile, pensando ad uno slancio attoriale. Lentamente la Strancar si rialza, e a fatica riprende a recitare, ma in pochi minuti si accascia di nuovo, subito dopo essere riuscita a chiedere aiuto. E' un infarto. Accortasene dall'inizio, aveva continuato comunque a recitare.

Dopo questo episodio è stata costretta a prendere una pausa dalle scene, riducendo gli impegni di lavoro sul palco, ed ha quindi deciso di ritornare al suo Conservatoire per intraprendere la carriera di insegnante.

Forse sul momento non sapere chi fosse mi ha giovato: sono stato silenzioso, distante e non agiografico, dedicando le foto agli studenti quanto all'insegnante in un bianco e nero saturo e sordo, come un pesante panno di velluto.
I ragazzi erano affascinati e divertiti da questa figura per loro così alta, e con quel modo tutto parigino di fare zampettavano qua e là più vispi del solito, chi per recitare, chi più che altro a godersi la lezione.
Ogni tanto qualcuno mi veniva alle spalle mentre ero chino a scattare, e sottovoce mi sussurrava all'orecchio quanto per tutti loro fosse un privilegio ed un piacere avere a che fare con questa figura senz'altro mitizzata (ma non è l'eterna puberale giovinezza degli attori ad affascinarci così tanto?) ma certamente di forte impatto emotivo ed autoriale.

Su quanto è stato detto e fatto durante la lezione non mi pronuncio: le foto servono anche a quello!

Clicca sull'anteprima per ingradire:













In coda un breve video realizzato per l'occasione. La risoluzione è bassissima, guardatelo piccolo!!

Riprese e montaggio: io. 
Musiche: io e John Cage (music for Marcel Duchamp).
Con: attori del Conservatorio di Parigi e Nada Strancar. 




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