Due post al giorno sono sufficienti direi.
Dopo il servizio con Pauline, e prima di pubblicare quello a cui sono più legato, con Marlène, vi posto una anteprima.
Si tratta di una sola foto. La metto bella grande per far sembrare che siano di più.
Il nostro soggetto è Marlène, una giovanissima attrice che ho fotografato sempre a Parigi, al teatro del Conservatorio d'arti drammatiche.
Cos'ha di speciale questa foto? In sè non molto, a parte la presenza della splendida Marlène.
Ma c'è una cosa che la rende particolare.
Ci troviamo tra i palchi del lato est, proprio sopra al palco, che infatti si intravede sullo sfondo. Il nostro punto di ripresa è soprelevato, siamo davvero oltre gli ultimi posti a sedere rialzati, all'estremo lato del teatro, nella curva che il parapetto assume per chiudere con eleganza l'alveare.
Ecco, io sono certo che, tra studenti, spettacoli, registi, insegnanti, personalità e così via, decine, centinaia di persone abbiano goduto di uno scatto fotografico all'interno di questo antico e solido teatro.
Posso dire senza timore di sbagliare che da almeno cent'anni si scattano immagini sul palco, nei camerini, nell'ingresso, in platea, in quinta... Ovunque.
Ma mai qui.
Provate a pensarci: magari qualcuno da quella posizione, con una macchinetta fotografica abusiva, avrà fatto foto agli attori durante uno spettacolo, potrebbe essere. Ma a nessuno può essere mai venuto in mente di andare apposta lì con un'attore o una modella per fare appositamente uno scatto "in quel punto".
Beh, a me e Marlène questa idea è venuta.
E sarà un primato che resisterà nei secoli.
Non importa che la fotografia sia buona o brutta, che qualcuno in futuro faccia una foto dallo stesso punto, perché noi saremo stati i primi, e questo primato fa sì che condividiamo un identico destino, che comincia da quel momento nel tempo e si snoda verso la nostra morte in un modo che non possiamo proprio prevedere.
E c'è un'altra cosa che si può dire riguardo questa immagine. Che non importa quanto un genere fotografico sia vecchio, ripetitivo, standardizzato, obbligato: si ha sempre l'opportunità di tirare fuori un'immagine da un punto di vista mai esplorato prima.
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