Preambolo: la piantate di scrivermi chiedendomi perché suggerisco alla gente di scattare le fotografie in Jpeg? Ricordatevi di Giorgio Gaber: avete anche la libertà di pensare, oltre che di scrivere. Quello che ho detto nell'articolo è chiaro: se i software di editing non contemplano la possibilità di importare i file raw secondo i settaggi dati in camera si perde una grossa parte di lavoro, cioè quella di pre-produzione, e il cosiddetto sviluppo obbligato del Raw finisce per essere una trafila che può cancellare o sminuire il senso di molte immagini-.
Essendo tutti esperti di fotografia avrete senz'altro avvertito l'onda d'urto dell'esplosione sul mercato della nuova "ammiraglietta" di casa Canon, 5D Mark III, che subentra alla Mark II e ne implementa le possibilità.
Mi piacerebbe spendere due righe per qualche considerazione in merito a questa camera, sia perché sono un canonista appassionato da diversi anni, sia perché senza dubbio questa macchina catalizzerà l'attenzione, tra i miei coetanei, di molti addetti ai lavori e fotoamatori evoluti (o come si dovrebbe dire: "
daddy, sgancia!")
Era stato Aristotele all'origine a dire che il tutto non è mai semplicemente interpretabile come la somma delle parti che lo compongono. Ma lo diceva in senso ontologico, un po' troppo per un misero piccolo blog. Secoli dopo, con Spinoza, l'Olismo è poi divenuto una dottrina a tutti gli effetti, declinabile alle varie discipline, dalla psicologia alla semantica, o anche alla medicina, come quando si dice che l'uomo è qualcosa di più che la sola somma dei suoi organi collegati l'uno all'altro.
Senza voler sembrare irrispettosi, uso in maniera un po' naif un concetto di questo tipo nel dire che una buona fotocamera non è mai soltanto la somma delle proprie caratteristiche; sensore, meccaniche, elettronica, obiettivi, sono una base di partenza importante, ma è improprio dire che una certa fotocamera sia buona o cattiva soltanto in funzione delle caratteristiche che offre tout court. Un esempio che mi viene in mente è la mitica Canon 30D, una piccolo formato a sensore Aps di alcuni anni fa che, a dispetto del basso numero di pixel se paragonata anche solo ad un I-Phone 4s, risultava essere un ottimo strumento di cattura delle immagini (al contrario dell'I-Phone 4s). Anche oggi molti professionisti la usano in studio per lavori non troppo complessi, traendone grande soddisfazione.

Insomma, come già sapete per conto vostro, così come non è il numero di pixel a fare una buona macchina, o la superba qualità di questo o quell'ammennicolo, non è nemmeno la somma di mirabolanti pulsantini colorati a garantire qualità ad una fotocamera. Lo stesso vale per molte altre cose: automobili, computer, telefoni cellulari, e così via. Nell'universo tecnologico anzi questo concetto ritorna spesso, perché a tutti noi è capitato che magari sul pc installando un determinato software, aggiornamento ecc tutto andasse inspiegabilmente a rilento, nonostante apparentemente non ci fossero guasti, mentre disinstallandolo ritornasse l'equilibrio, oppure che sempre senza ragione ogni cosa andasse a meraviglia in un certo settaggio mentre una volta cambiato accadesse il disastro. Vedi effetto "non funziona nemmeno ctrl-alt-del, vai di riavvio di sistema manuale".
Come sempre faccio un lungo preambolo per dire una cosa semplice: non avendo ancora preso in mano questa nuova Canon 5D Mark III non posso esprimermi più di tanto sulla resa effettiva.
Ma come vedremo questo è in effetti un falso problema, perché ciò che mi interessava da Canon e che mi ha lasciato piuttosto amareggiato è una cosa del tutto diversa.
Facciamo una rapida carrellata della nuova dslr.
Il sensore pieno 35mm è stato implementato di circa 1mp rispetto alla MII, cioè per dirla come va detta è uguale: il processore ovviamente è aggiornato, ma dal digic 4 al digic5+ singolo, che mi pare sia lo stesso della 1Dx, se non che l'ammiraglia ce l'ha doppio. Ok, è inutile un doppio sensore su di una macchina del genere, conveniamone tutti e amen, ma è vero anche che il digic 4 mostrava rallentamenti notevoli in situazioni di stress, come registrazioni in Full HD, raffiche (raffichine, diciamo), scatti multipli ravvicinati in Raw+Jpeg o lunghissime esposizioni. Mi auguro che questo nuovo 5+ lavori ad altri livelli.
La messa a fuoco è il primo fiore all'occhiello nel merchandising, con i suoi 61 punti opzionabili (variano in base alla lente) che suonano come fighissimi ma che invece mi lasciano del tutto indifferente, se non scocciato. Già la 7D ha un notevole numero di punti di messa a fuoco, ma la gestione degli stessi è macchinosa e a volte nella ricerca del punto giusto si perde l'attimo. Per una camera poi come la 5D MIII, che non si usa per foto di sport o naturalistiche ecc, mi sembra un'opulenza più utile alla commercializzazione che ad un effettivo utilizzo. Anche perché ricordo a tutti gli smanettoni dell'ultima ora che esiste in fotografia uno strumento prezioso e bellissimo che si chiama fuoco manuale, quando proprio vi serviva quel 62esimo punto di messa a fuoco. Aggiungo poi per cronaca che il software della Camera permette anche di gestire questi punti in maniera multipla, mi pare di capire, raggruppando secondo più modalità il fuoco a croce e così via.
Tra gli aggiornamenti l'implementazione del parco lenti preregistrato nella camera che riconosciuto l'obiettivo regola le micro differenze di messa a fuoco, distorsione e così via.
Una cosa interessante è l'esposimetro interno, che viene migliorato portando da 35 a 63 le zone di lettura valutativa della luce. Di nuovo: ben vengano le migliorie, sempre meglio più che meno, ma per l'uso canonico di questa macchina, ovvero lo studio, l'esposimetro si usa esterno, ma ripeto: meglio implementato che disattivato o depotenziato!!!!
Il compensatore di esposizione passa da 3 a 5 punti, sebbene non ho mai capito quanto questo strumento sia "plasticoso" nel funzionamento, per cui non mi esprimo.
La sensibilità della camera invece è stata ben riprogettata: la 5DII faceva della definizione ad alti iso uno dei fiori all'occhiello, e mi pare che la MIII prosegua su questa linea.
Non è per il numero di ISO massimi, 100 mila e cagate del genere, ma perché - forse anche grazie alla ricerca per permettere di salire così tanto di valore - si determinava agli ISO inferiori una notevole conservazione della nitidezza.
Se si diceva che a 800 ISO nella MII non si notasse rumore, ora pare che la stessa cosa si possa dire con la MIII fino a 1600 ISO o più. Un ottimo passo avanti.
Proseguendo, il mirino pentaprisma ha una copertura del 100% dell'immagine contro il 98% precedente. Sticazzi, direte voi, ed avete ragione, ma sono piccoli dettagli che, implementati, dimostrano interesse e ricerca anche nelle minime cose.
Hanno aggiunto quella pacchianata che avevano 7D e superiori, cioè la "bolla", o livella, elettronica. Davvero una schifezza nella 7D, usata mezza volta e poi lasciata perdere; in questa macchina non so.
L'LCD sul dorso, per quel che vale, è stato un po' ingrandito e un po' migliorato di definizione, ma nessun particolare aggiornamento. Per la cronaca, sembra che il corpo in magnesio sia sviluppato su quello della 7D, non della 5DII. Di buono ha la tropicalizzazione completa, contro quella a metà della MII.
Mi ripeto: è difficile che una macchina prevalentemente da studio cada in una piscina o in una pozzanghera, ma giustamente sono macchine che si usano anche all'aperto (come faccio anche io) e ci mancherebbe altro, ben venga la tropicalizzazione!
Per quanto riguarda il flash avevo letto che avrebbe avuto integrato il ricevitore wireless per la serie Speedlite, ma leggo nella scheda tecnica che c'è solo l'ingresso per un ricevitore esterno (costo: un miliardo). Chi ne sa di più ci corregga.
Pare ci sia nel software un mini programmino per modificare al volo i file Raw, luminosità eccetera. Ecco, in maniera molto personale la trovo una cagata pazzesca. (Ma non faccio testo, tanto si sa che scatto in jpeg a bassa risoluzione ;-) ). Mi domando infatti come si possa pensare che un professionista (e questa camera è rivolta ai professionisti) possa pensare di modificare un file dalla visione sul display LCD della fotocamera, che è quanto di meno attendibile ci possa essere. E' come mettere le modalità "scatto panorama", "scatto ritratto" eccetera, con la differenza che quelle uno se le settava come voleva e le usava come ulteriori personalizzazioni.
Allo stesso modo c'è una misteriosa "funzione hdr" a 5 scatti che mi lascia un po' così. Vedremo.
La raffica di scatti va da 3,9 (per nulla reali, fidatevi!) a 6.
Una cosa che mi risulterebbe molto utile è il nuovo scatto silenziato, che per le foto di scena è indispensabile, e che finora veniva ottenuto con rimedi molto casarecci. Bisogna però dire che la 7D da quel punto di vista andava molto bene!
Lo spazio colore rimane sull'ottimo adobe RGB e il piccolo sRGB standard, come nella versione precedente.
Avendo due slot (per le CF e le schedine piccole), se si scatta Raw + Jpeg si possono registrare gli uni sulle CF e gli altri sulle mini schedine.

Salterei le cosine minori e inutili per passare a quello che secondo me è IL limite non da poco di questa camera, ovvero la registrazione di filmati. Che siate pro o contro le reflex che fanno video è indifferente: si tratta di una realtà e di una realtà consolidata ormai da anni, per cui cippa! Non so se dipenda dal Digic 5+ singolo o che cosa, ma questa Mark III fa filmati a 30 frame al secondo (ovvero 25 per il pal) come il vecchio modello, salvo arrivare a 60 se si gira a qualità Hd semplice, 720p. In sostanza, la stessa identica cosa che fa Canon 7D. Tenete presente che mentre scrivo, probabilmente, dai rumors, di oggi a Cupertino stanno presentando I-Pad 3 o come si chiama, che come minimo ti opera di appendicite, ti fa la messa in piega, fa vedere film in 3D con poltroncina vibrante e tutte le cagate tecnologiche che vi vengono in mente!
Ogni nuovo prodotto che esce purtroppo DEVE tenersi aggiornato in questo verso, specie per i video e le caratteristiche "2.0", altrimenti si finisce per rischiare la veloce svalutazione.
So già che ora esce questa 5DIII, e tra due mesi Agfa fa una roba strana che gira a 100 frame al secondo, o a 29 ma in RAW come le Red One. La funzione filmati eccetera a mio avviso avrebbe potuto essere sviluppata di più in Canon (anche se ammetto che sono stati precursori e sono tuttora leader di mercato), non solo migliorando il mircofonino interno.
Ah, piccola nota: all'uscita della 5DII si parlò molto della limitazione dei video a 30 minuti di ripresa consecutiva per non sforare nella categorizzazione obbligata in "videocamera" che avrebbe comportato costi e beghe legal burocratiche. Ma sappiamo tutti che nessuna MarkII ha mai ripreso 30 minuti di fila, checché se ne dica. La mia forse arriva a 10, ma lo dico con ottimismo. Speriamo che questa faccia meglio.
Mi fermo qui. Come capite bene il mio giudizio superficiale sulla nuova Canon è piuttosto tiepido, anche perché la 5D fu una macchina rivoluzionaria che rimase al top di gamma per anni in un mondo dove ogni tre mesi esce un nuovo modello avanzato, e la 5DII ripetè il miracolo, mentre mi pare che questa 5DIII sia piuttosto un upgrade della 5dII, nel senso che risolve i piccoli deficit di questa camera ma non apporta significative migliorie.
Ma c'è un'altra ragione per cui sono rimasto deluso dal lancio della 5D Mark III, e non è di ordine tecnico.
Per alcuni mesi infatti, ispirato dai rumors sui siti specializzati, ho sperato fortemente che la 5D nuova facesse una cosa che reputavo importante, ovvero ingrandisse significativamente le dimensioni del sensore.
Perché? Non certamente perché frema dalla voglia di scattare a 30mp, ma perché speravo che così facendo bissasse l'esperimento di pochi altri come (Sony Alpha o Nikon D800), che proponendo reflex dslr a sensori giganteschi e costi contenuti vanno a bussare alla porta delle medio formato digitali, come Phase One, o Hasselblad, e così via, spingendoli, per correre ai ripari, ad abbassare i costi.
Quando uscì infatti la Alpha 900 Hasselblad fece la contromossa di proporre il pacchetto 3D 39 con 80 mm f/2.8 ad un prezzo molto interessante, attorno ai 10.000€ più IVA. Se si continuasse pervicacemente in questa direzione la mia idea è che queste grosse case di macchine medio formato sarebbero quasi costrette ad abbassare i prezzi dei loro dorsi, rendendoli più accessibili a giovani fotografi come me, seppur con ovvi sforzi economici.
La tecnologia digitale è vicina ad un nuovo step evolutivo, e a mio avviso è irrealistico pensare che ditte come Canon possano continuare il finto gioco di guerra fredda con la casa concorrente senza guadare seriamente ad ampliare le proprie inclinazioni.