Le nostre visualizzazioni!

lunedì 23 maggio 2011

Una nuova sezione nel SITO




Giorno ragazzi. A sei giorni dall'inaugurazione della mostra ho aggiornato il mio Sito ufficiale, dividendo in due parti la sezione fotografica. Ora esiste un'area dedicata alle foto commerciali, divise nei vari sottogeneri, ed una, nuova, dedicata invece ai progetti non per forza solo "artistici" ma che riguardano comunque una ricerca linguistica.

Per ora vi è stato ricollocato il mio lavoro paesaggistico su Budapest (gennaio 2011) ed un lungo studio di geometrie realizzato a Marzo per un'agenzia per l'inaugurazione dell'immenso centro commerciale Eurosia, Parma.

Conto in giornata di caricare un reportage (dicembre 2010) realizzato a bologna sul mondo dell'alienazione della terza/quarta età.

Esiste anche un'anteprima di TRECOLORI; le foto verranno aggiunte dopo la chiusura della temporanea.

So che tutte questi discrimini di genere suonano come pretestuosi, ma è vero anche che un minimo criterio lo si deve pur adottare nel proporre le proprie immagini, altrimenti finiamo in un caos autarchico!

giovedì 19 maggio 2011

una nuova pagina

Giovani, vi faccio notare che qui sopra ho creato una nuova pagina legata all'evento TRECOLORI, la mostra in apertura domenica 29 Maggio. Dateci un'occhiata.

Come novità sono felicissimo di annunciarvi che domenica per l'apertura della temporanea ospiteremo l'esibizione live di un artista eccezionale ed un caro amico, Anchise Bolchi.

Eccezionale violinista e polistrumentista, Anchise è partito da Mantova anni fa ed ha solcato i palchi di mezzo mondo, dall'Europa alle lunghe collaborazioni ed esibizioni negli Stati Uniti. Appassionato di musica popolare, folk irlandese e new country, Anchise è a mio avviso un artista complesso ed eclettico, che abbina all'estro una solidissima ricerca tecnica sullo strumento. Sono sicuro che non ci sia modo migliore di inaugurare una mostra che avere dalla nostra il contributo di un artista così meritorio!

Insomma, un occasione in più per non mancare domenica prossima!!!

http://www.anchisebolchi.com/index.html

Una piccola rivincita

Ecco una cosa di cui mi fa piacere parlare per due secondi.

Alcune settimane fa mi è capitato l'onore ma soprattutto il piacere tramite IED Milano di passare alcuni giorni assieme a Marirosa Toscani, la grande fotografa di Still Life italiana. Ne ho già parlato in precedenza.

Quella che vi propongo oggi è una fotografia ricavata da quelle giornate che mi ha particolarmente preso. Non perché fosse chissà quale immagine, o richiedesse un incredibile dispendio di attrezzature, tutt'altro.
E' solo che per qualche motivo non mi veniva in alcun modo, per quanto ci provassi!

Si tratta di uno still life del mio Blackberry.

Ecco la prima delle foto che gli ho fatto.


Vedete? L'idea mi sembrava carina. Dividere il quadro in due sul piano orizzontale: la parte di sopra nera, quella di sotto bianca, e poi portare alcuni elementi di una parte nell'altra e viceversa. Nel caso le lettere bianche sconfinano nel nero, mentre il telefono sta perfettamente nel bianco, ed inoltre aiuta a delineare una suddivisione in quarti dell'immagine.

Ora non so se da questa immagine si evince, ma la leggibilità di informazioni sul telefono è abbastanza buona, seppur non perfetta. Diciamo che come foto fatta per il gusto di farla poteva anche andare.

Ma c'era una cosa che volevo fare diversamente. Il mio Blackberry ha un bellissimo schermo quando illuminato, e mi sarebbe piaciuto che si vedesse nell'immagine.

E via con i tentativi. Primo step: dietro al fondale nero, sul lato destro, metto uno spot ad un altezza di circa due metri e mezzo, con su un cono per direzionare il fascio di luce. Dopo mille tentativi riesco a trovare un angolo di rifrazione per cui puntando la luce sullo schermo questa venga riflessa direttamente in camera. Speravo in quel modo di ottenere un rischiaramento del display, di modo da vedere cosa ci fosse illuminato.

Breve precisazione: in tutti questi scatti lo schermo era acceso, solo che non mi risultava illuminato nelle foto!

Comunque ecco quel che ho ottenuto nel secondo step!


Di nuovo un buco nell'acqua. Un sacco di energie sprecate per poi avere non il disegno del display ma il semplice riflesso della luce sullo schermo che così funge da specchio.

Cosa fare? Mi ci è voluto un po', ma poi l'illuminazione (lo so che sembro ridicolo, ma vi assicuro che ci si diverte un sacco a fare queste cose, specie quando non ti vengono)!!

Il motivo per cui l'immagine del cellulare non veniva è che la quantità di luce che illumina il display è infinitamente minore di quella sparata dai flash. Ragion per cui nella veloce frazione di secondo in cui questi lavorano e la foto viene scattata la luce del telefono non ha sufficiente tempo per imprimersi sul sensore della camera.

Insomma, ci voleva più tempo.
Allora ho costruito con delle pareti di polistirolo nero un set chiuso, coperto sopra e ai lati per non fare entrare alcuna luce estranea, e poi ho fatto alcune foto con tempi di posa molto lunghi.
I primi risultati non sono stati entusiasmanti, ma mi hanno fatto capire che ero sulla buona strada:



E quindi via di tentativi: una sistemazione alla composizione del set, assicurandosi che nulla fuori che la luce flash entrasse nella mia inquadratura, e via fino al risultato migliore!



E finalmente ce l'abbiamo fatta! Che soddisfazione!

Riassumendo, la foto è stata fatta così:

- Una luce spot.
- Due pannelli riflettenti bianchi sui lati.
- Box nero a chiudere il set.
- Diaframma chiuso a f/22.0
- Tempo di posa di 20 secondi.
- Focale 105mm.

Lo so che sono foto senza rilievo, ma farle, insistere finché vengono come dici tu, è emozionante!


mercoledì 18 maggio 2011

Alcune foto di Ambra

Dalla scorsa settimana, alcune foto in studio di Ambra. Aspettando l'inaugurazione della mia prima mostra, domenica 29 Maggio.











venerdì 13 maggio 2011

Aspettando TRECOLORI

In una settimana di lavoro per nulla facile, con problemi di clienti che scompaiono quando si tratta di pagare, preventivi caduti nel limbo, gente che chiede lavori, ferma le date e sparisce, colleghi coetanei che anziché attuare la filosofia dello spalleggiarsi a vicenda mandano messaggi di improperi e altro, ho comunque il grandissimo piacere di annunciarvi che sta prendendo corpo la mia prima mostra personale temporanea.

L'ho già annunciato qualche tempo fa. Il titolo è TRECOLORI. Si tratta non di una mostra quanto di una installazione fotografica.
Il progetto risale all'estate 2010, quando io ed Irene Spreafico ci siamo messi in testa questa strana idea di colori e persone, e nel giro di un paio di mesi abbiamo prodotto le immagini.

Che cosa vedrete?

Vedrete una serie di fotografie stampate su materiali poveri ed allestite su stativi ricavati da recinzioni edili da cantiere. Al centro di questa struttura a punta di freccia un manichino decorato a mo di spaventapasseri.

Ma dentro le fotografie?

Tre magnifiche modelle: Silvia, Francesca e Federica, completamente ricoperte di colore, si aggirano nello spazio attorno ognuna ad un grosso cubo di legno colorato. Rispettivamente le location delle fotografie sono un ruscello di montagna con una vecchia vasca da bagno colma d'acqua colorata, la cucina rustica di una villa collinare e un grande deposito di materiali da costruzione.

Perché tutto ciò?

Perché è divertente ed interessante.

Quanto costa?

Nulla. Anzi, facile che se passate troviate un piccolo buffet.

Quando esponi?

La mostra apre al pubblico domenica 29 Maggio e resta aperta i weekend seguenti fino a domenica 12 Giugno, o su richiesta anche durante la settimana.

Dov'è che si tiene?

In una meravigliosa cornice espositiva: la chiesa medievale del Castello di Sarzano, Casina - RE, a circa 30 minuti dal centro di Reggio Emilia verso la collina, direzione La spezia.

C'è soltanto quello?

No, c'è molto di più. innanzitutto la meraviglia paesaggistica della collina appenninica, o quella architettonica del sito di prestigio. E poi ogni domenica la mostra ospiterà un evento dal vivo: musica, letture e altro.



La mostra si tiene col patrocinio del comune di Casina, l'ospitalità del Castello di Sarzano ed è ideata, prodotta e realizzata da Francesco Rossi ed Irene Spreafico.





domenica 8 maggio 2011

Un po' di still life

Il fascino e l'amore per la fotografia di still life è una cosa che non di descrive e non si può tentare di instillare. O ve ne rendete conto da voi, o niente.
Tendenzialmente, sicuramente a torto, tendo a reputare poco intelligente chi non ne rimane affascinato o quantomeno interessato.

Vengo da tre giorni IED a Milano con Marirosa Toscani, sorella e mentore di Oliviero e per una vita assieme al compagno Aldo Ballo tra i massimi esponenti mondiali della fotografia di questo genere. Lo studio Ballo & Ballo ha contribuito in maniera imponente e unica negli anni dai '60 in su a diffondere nel mondo il design italiano; le loro opere, raccolte di recente in una maxi pubblicazione, hanno segnato la storia della fotografia di Studio sull'oggetto inanimato.
Scorrendo queste foto ci si sorprende commossi di fronte ad immagini di caffettiere, teiere, sedie, porta vasi, posacenere; eppure è così.
Cos'è che commuove? E' difficile spiegare, è difficile capire, se non hai capito già. Forse l'amore che traspira costante per il Design, il fascino della curva, dell'idea. O ancora la tendenza da me sempre adorata a sottrarre, arrivando ad una essenzialità di luci unita al rigore più estremo per la perfezione; la cura del dettaglio, del riflesso, il rapporto di superficie, la composizione essenziale, la gestione dello spazio 2X3. Attraverso componenti volutamente minime, Marirosa Toscani Ballo e Aldo Ballo creavano mondi, nel rispetto devozionale della luce.
Forse sono di parte, perché ho preso da subito Marirosa in estrema simpatia, ma la mia testimonianza è sempre stata quella di chi intende la fotografia come la costruzione di mondi. Io non sono (e me ne rammarico sempre) un documentatore, non sono un reportagista. Ci provo, studio, mi applico, ma non è nella mia natura. Appartengo invece alla scuola di coloro che davanti hanno un telo, dietro una macchina fotografica, e si pongono come prerogativa di riempire entrambe le cose. Forse è perché provengo dal mondo della letteratura e del teatro.
Ho altre cose in comune con Marirosa Toscani Ballo. Ve le elenco senza soluzione di continuità.

- Marirosa non è una fotografa da chiodo, e non lo sono nemmeno io. Non le piace che le fotografie vengano esposte verticali, appese a un chiodo appunto. Nella mia mostra che inaugura il 20 di Maggio vorrò che il rinfresco sia a base di sottomarche del chinotto e patatine.

- Marirosa ha una certa età, all'incirca 80 anni. Ha avuto una vita complicata e dolorosa, l'ha affrontata di petto e in maniera attiva. Ora dice di attendere soltanto la morte. Ma non da seduta.

- Marirosa non si accontenta del risultato,  perché non parte da una necessità, ma da una idea. Se deve fotografare un posacenere non lo fotografa e basta, ma si crea un'idea di esso e lavora per realizzarla. Capite che cosa significa? Capite che questo implica un universo? Lei non è mai stata schiava di una fotografia industriale, commerciale, di vendita, medio borghese, perché trasformava l'oggetto in figura, in simulacro. E quindi quel che fotografava era una sfida, una interpretazione, un esercizio di linguaggio. Come fece Warhol, ma con molta più umiltà e silenziosità.

- Marirosa è una enorme, immensa fan della fotografia. La trova una cosa interessante, divertente, super divertente, gioiosa. Lo pensa perché lo pensa e perché la fotografia la fa e l'ha fatta sempre senza mezze misure, senza concedere sconti, e con una serietà estrema. A me è venuto da piangere vederla incazzarsi per una lucetta in più su di un vaso, e stare mezz'ora a muovere stativi per togliere il punticino da un tappo di bottiglia fotografato senza alcuna finalità di pubblicazione.

- Marirosa è una esponente somma del come fare buone fotografie non dipenda da studi di enorme dimensione, attrezzature costose e altro. Perché le idee di base di molte sue immagini sono semplicissime, ma geniali, davvero inventive, freschissime se capite quel che intendo, e realizzate con un gusto, una finezza e una raffinatezza uniche.

- Marirosa può essere sopra le parti, sopra le dispute, perché lavora senza riserve.

- Marirosa ama mangiare bene, divertirsi, è affascinata dalla bellezza delle cose, dalla matericità, e dall'anima che hanno gli oggetti.

Sabato ho avuto l'onore di lavorare fianco a fianco con lei nel pomeriggio. Volendo scattare foto umili, senza fronzoli intellettuali inutili e scemi, ho messo su di un piccolo piedistallo di legno un estintore, appoggiato su di un drappo porpora.
Lei mi chiede: "Ma perché hai messo quel piedistallo così importante?" E io: "Beh, per dare drammaticità, nobiltà  all'estintore!"
"No, no, tiralo via, usa un fondo nero semplice. L'estintore non ha bisogno di altro, è già un oggetto nobilissimo da solo!"

Capito il calibro?

















mercoledì 4 maggio 2011

Annuntio vobis

Saluti a tutti ragazzi.

Mi fa piacere comunicarvi che è in programmazione una esposizione fotografica a mia firma per la fine del mese di Maggio. Con tutta probabilità inaugureremo attorno al 20 ed andremo avanti fino al 12 di Giugno.

Si tratta della messa in cantiere del progetto TRECOLORI che prese a me ed Irene Spreafico diverse settimane di tempo durante l'estate 2010.

Tre modelle, pittate di colore, si muovono tra alcune location descrivendo un percorso di rimandi visivi e linguistici. In più le modelle sono semi nude. Così siete contenti tutti, dai camionisti agli strutturalisti.

Tra alcuni giorni vi potrò senz'altro spiegare meglio di che si tratta, dove avverrà l'esposizione e tutto il resto.

Per ora anticipo che sono abbastanza preoccupato per la ristretta tempistica: sto cercando un modo per stampare tutte quante le immagini nel modo più rapido e al contempo sensato.
Tengo a precisare che la mostra non fa parte di Fotografia Europea, ma è una piccola iniziativa messa in piedi da me dietro l'interesse del comune di Casina (RE), quindi sarà una cosa molto spartana e allegra: sottomarche del chinotto, patatine scrocchiarelle e salatini. Niente cravatte, ma nemmeno gente con il pisello di fuori. Una via di mezzo garbata e normale.

E dato che ci sto lavorando è carino mettere qui sul blog un esempio di lavorazione delle  fotografie per la mostra.

Spargete la voce, a iniziare da adesso. Vicino Casina, dal 20 di Maggio! Baci e abbracci a tutti!